Un anno dopo: Australia, domande (e risposte) di una lettrice persa

Dal “perché l’Australia?” al “torni per restare?” — ecco cosa ho da raccontare, un anno dopo.

Da quando sono rientrata dall’Australia per questa pausa al sapore d’estate italiana, le domande che mi sono state rivolte sono più o meno sempre le stesse.

Le classiche, quelle da “prima cena di ritorno”:

• Che fine hai fatto?

• Perché proprio l’Australia?

• Cosa hai fatto lì?

• Come ti sei trovata?

• La consiglieresti?

• Sei tornata per restare?

• E adesso cosa farai?

E allora eccomi qui. A rispondere — non a tutto, ma a qualcosa.

I quesiti più urgenti? Forse. I più succosi? Sicuramente.

Che fine hai fatto?

Nessuna fine, solo un inizio diverso.

Ho semplicemente deciso di sentirmi viva fuori dallo schermo.

Come alcuni di voi sanno, devo affrontare un altro intervento medico delicato.

Ma dopo il primo, la mia vita è cambiata. Ancora oggi cerco risposte tra dottori e sale d’attesa che sanno solo di disinfettante.

Quando mi hanno detto che dovevo tornare “sotto ai ferri”, non ce l’ho fatta.

Sapevo che per affrontare tutto, prima dovevo sentirmi viva.

Come non mi sentivo dal 2019.

E l’unico modo per farlo era lanciarmi in un’avventura senza logica.

C’è chi ha pensato fosse una fuga. Chi un atto di coraggio.

Ognuno ha avuto un po’ di ragione.

Ma a un anno di distanza, so che era la cosa giusta per me.

Lo sparire da questo social non è stato volontario.

Conciliare 8 ore di fuso, nuove connessioni, e mantenere vivi i legami importanti era… impossibile.

Scegliere di portare questa mia esperienza solo su quello personale è stata la soluzione più conveniente ed alcuni di voi già mi seguivano là e questo rendeva il tutto più semplice. 

Chi mi ha seguita sul profilo personale ha visto qualcosa. Il resto — lo racconto adesso.

🌍 Perché proprio l’Australia?

L’idea dell’Australia mi girava in testa da un po’.

Già dall’estate precedente, ma per mille motivi non si era mai concretizzata.

È stata proprio la mia famiglia, quella che inizialmente si era spaventata all’idea, a spingermi a riprendere in mano quel foglietto pieno di appunti e contatti.

Certo, loro pensavano sarebbe stato solo per tre mesi e poi sarei tornata per l’intervento ma, sappiamo già com’è finita. 

Quindi, Perché l’Australia?

Perché è (relativamente) facile.

Sembra un paradosso, lo so — 24 ore di volo, una lingua diversa, una cultura opposta.

Ma è la verità: da italiana, ottenere il Working Holiday Visa è semplice.

La lingua è inglese (maccheronico ma efficace), e il lavoro si trova, anche come backpacker.

L’Australia aveva tutto ciò di cui avevo bisogno:

• La possibilità di trovare un lavoro per mantenermi

• L’opportunità di migliorare il mio inglese

La promessa di un’avventura

👩🏻‍💼 Cosa hai fatto in Australia?

Tutto. E niente.

Ed è davvero così.

Non ho lavorato nel mio campo — troppo complesso senza conversioni di titoli e certificazioni.

Ho fatto ciò che serviva per vivere bene, e anche di più.

• I primi mesi sono stata au pair per una famiglia australiana (che oggi considero famiglia, a tutti gli effetti — ma ve ne parlerò meglio in un altro post).

• Poi, per un paio di mesi, ho fatto la cameriera.

• Infine, mi sono focalizzata sull’ottenere i famosi 88 giorni, necessari per il secondo visto. Questo si è tradotto in un’esperienza intensa su una piccola isola australiana, lavorando nel dipartimento housekeeping.

Non mi dilungo troppo qui: ogni esperienza merita un post dedicato.

🤔 Come ti sei trovata?

Rispondere bene a questa domanda meriterebbe un articolo a parte.

Ma provo a dirlo in breve: mi sono trovata bene, ma non sempre è stato facile.

Le difficoltà che ho vissuto sono state più legate al mio modo di essere ed al mio bagaglio culturale. 

Ogni persona ha un vissuto diverso, e ciò che per me è stato difficile, per altri potrebbe essere stato un gioco da ragazzi.

Nel complesso?

L’Australia mi manca. E non vedo l’ora di tornarci.

🧭 La consiglieresti?

Sì.

E no.

Dipende da chi me lo chiede, e dal perché lo chiede.

È un’esperienza che ti cambia, ti mette alla prova, ti plasma.

Ma non è certo quella vacanza “tutta surf e tramonti” che certi TikTok vogliono far credere.

È un’esperienza vera.

E non è per tutti. No se non sei propenso ad un adattamento ed una flessibilità di ampie vedute. 

Ma anche su questo… ci torneremo.

🏡 Sei tornata per restare?

Non per ora.

Non penso che l’Australia sia il posto dove metterò radici.

Ma non sono pronta a chiudere questo capitolo.

Avendo già attivato il secondo visto, restare in Italia ora significherebbe buttare via mesi di fatica e sacrifici.

E io non sono disposta.

Tornerò nella terra dei canguri tra fine settembre e ottobre.

Poi si vedrà.

🌱 E adesso, cosa farai?

Esattamente quello che ho fatto finora:

tutto e niente.

Mi sto prendendo questo tempo per:

Riprendere i controlli medici

Riabbracciare la mia famiglia

Stare con gli amici

Dare spazio al lato creativo (questo blog incluso)

In pratica, sto cercando un modo per ritornare senza perdere i pezzi che ho raccolto finora,

e tracciare nuovi percorsi, nella speranza di raccoglierne altri lungo il cammino.

E no, non ho portato con me un koala o un canguro. Smettetela di chiedermelo. 


Commenti

Lascia un commento