Chestnut Springs #1 – Recensione sincera di un cowboy (quasi) perfetto

“If this were my last moment alive, how would I want it to be?”

Protagonisti di questo romance dalle vibes country sono Rhett, campione in carica di bull riding, e Summer, stagista e figlia prediletta di Kip Hamilton, agente del nostro rude ma affascinante cowboy.

Dopo una brutta scivolata con uno dei prodotti da lui sponsorizzati, Rhett, leggenda vivente grazie al suo coraggio e ai numerosi premi ottenuti cavalcando tori infuriati, è costretto a una pausa forzata per ripulire la sua immagine, ormai compromessa dallo scandalo. Chi meglio di Summer, tenace e inflessibile, può adempiere al difficile compito di vigilare su di lui fino alla fine della stagione?

Due semplici regole: stare lontano da Summer e stare lontano dai guai. La seconda potrebbe anche essere facile… ma la prima? Decisamente più complicata. 

Questo primo volume apre la porta alla serie Chestnut Springs, ambientata in un paesino rurale e popolata da personaggi legati al mondo dei cowboy e della vita di campagna.

🎯 Tropes presenti nel romanzo:

• Cowboy romance

• Forced proximity

• Grumpy x sunshine

• Slow burn

Ho letto questo libro dopo mesi di (divertenti) pressioni. Alice, se stai leggendo: sì, parlo di te.

Il libro mi è stato regalato dalla dolcissima Claudia in un momento molto triste, e per questo ho deciso di dargli una chance.

Il romanzo, per il suo genere, è ben scritto e scorrevole. Dinamico Sin dalle prime pagine, si viene catturati dai battibecchi tra Rhett e Summer, dall’ambientazione familiare, vivace e colorata, che ti fa sentire parte di quella comunità.

Essendo il mio primo libro con protagonisti cowboy, non avevo paragoni e non sapevo bene cosa aspettarmi, ma ho amato tutto ciò che riguarda la vita rurale e quei mestieri che oggi, soprattutto in Italia, vengono spesso sottovalutati o denigrati.

Sebbene Rhett sia un bull rider e quindi il focus sia più sul suo lavoro che sulla vita di campagna in senso stretto, ho trovato l’approfondimento su questo mestiere molto interessante.

Summer e Rhett non hanno scelto questa vicinanza, entrambi, per motivi diversi, sono stati forzati ad accettarla e chiaramente il loro essere cosi diversi, con un background completamente agli antipodi, lei ragazza di città dalla testa ai piedi e lui ragazzo di campagna fatto e finito, si trasforma fin da subito in un rapporto che vuole quasi rasentare la dinamica dell enemies to lovers ma che, chiaramente, non può essere tale in quanto lo scopo finale é il medesimo. 

La chimica tra i due protagonisti è palpabile fin dall’inizio. E come ogni buon slow burn che si rispetti, il sentimento cresce pagina dopo pagina, tra momenti teneri e altri più snervanti. Costretti a stare insieme praticamente h24 ed a condividere quasi  ogni singolo aspetto della loro vita nei pochi mesi assieme, trovo coerente e valido lo sviluppo della storia. Avendo anche vissuto personalmente in contesti che facevano si che l’intensità dei rapporti, fossero  essi d’amore o d’amicizia, venissero vissuti con una intensità che all’ può sembrare affrettata o esagerata, l’ho trovata autentica.

Le famiglie dei protagonisti aggiungono spessore alla narrazione.

Quella di Rhett così colorata che, nonostante le divergenze e le difficoltà, vorresti farne parte, e quella di Summer invece più complessa e distante, ma pur sempre reale.

Confesso: vivevo per le scene familiari di Rhett. Una delle principali ragioni per cui voglio continuare la serie.

C’è però un aspetto che non ho apprezzato: le scene spicy. Le ho trovate davvero noiose. 

Lo so, lo so. Per chi conosce alcune delle mie letture posso comprenderne la complessità, ma siamo onestə,  cinque pagine… e dai.

Capisco l’intento di coinvolgere e di non far perdere nulla al lettorə, ma a me sono risultate troppo lunghe e ripetitive. Sì, le saltavo.

In conclusione, il libro mi è piaciuto, anche se non rientra tra le storie del cuore mi ha comunque messo voglia di approfondire questa categoria e mi ha incuriosita sul resto della saga. Non ho libri simili con cui confrontarlo, ma credo che questo possa essere un ottimo punto di partenza per chi vuole avvicinarsi ai country romance.

E poi, diciamolo: un cowboy come Rhett non guasta mai.