Giovedì 16 Ottobre, ore 23.14
Sorseggio la mia camomilla davanti al mio iPad ormai al 19%, la tastiera posizionata, una pagina bianca sulle note e la necessità di mettere nero su bianco queste poche righe.
La vista del fazzoletto con cui poco prima ho asciugato le lacrime mi fa sorridere.
No, non erano lacrime amare.
Ho cercato per curiosità sul motore di ricerca Google: “cos’è il Bookstagram?”
L’AI Overview riassume: “Il termine “bookstagram” si riferisce alla community e alla pratica di creare contenuti a tema letterario su Instagram, unendo le parole “book” (libro) e “Instagram”. I “bookstagrammer” condividono recensioni, foto artistiche dei libri, suggerimenti di lettura e discussioni, utilizzando l’hashtag #bookstagram per raggiungere altri appassionati di libri. Questo fenomeno ha creato un nuovo canale di marketing per l’editoria, influenzando le classifiche di vendita e favorendo la scoperta di nuovi titoli.“
Tra le caratteristiche principali citate mi soffermo su quella della Community:
“Community: Si tratta di una community globale di lettori che si supportano e interagiscono tra loro attraverso commenti, condivisioni e hashtag.”
Non posso sicuramente non notare che sia accurata e precisa eppure, qualcosa manca.
Dalla mia personalissima esperienza
Quando si parla del Bookstagram, del supporto e delle interazioni, si fa riferimento alla sfera prettamente letteraria, sia essa di qualunque genere e forma e, costantemente, ci si dimentica della cosa più importante: le persone.
E per te, che forse lo vivi da spettatore, va bene cosí, è sufficiente.
Ma per me, per noi, che lo viviamo, è qualcosa di molto di più.
Dove l’algoritmo vede un libro recensito, noi vediamo la persona dietro quelle parole.
Dove tu lasci un cuoricino ad una foto che tanto ti piace, noi supportiamo il lavoro e la dedizione della persona che lo sta portando sul tuo schermo.
Dove tu conti i mi piace, ed i commenti, noi sappiamo ci sono interazioni che vanno oltre al mero libro.
Mentre prima scorrevo le storie, mi é apparsa quella di J. su uno dei suoi lavori, io e lei abbiamo scambiato qualche messaggio nel corso degli anni, mai nulla di continuativo, eppure c’è questo reciproco e silenzioso rispetto e piacere che aleggia in ogni chat.
Ho commento la storia di J. ponendole una domanda che forse per alcuni sarebbe potuta sembrare troppo personale, e magari lo era, da lì si é sviluppata una conversazione, pochi messaggi di tante righe, esperienze personali messe a nudo per sostenere e dare speranza, un fazzoletto per asciugare le lacrime colme di gratitudine.
Ancora una volta il Bookstagram, il Mio, mi aveva dato la possibilità di conoscere ed interagire con una persona che durante una qualsiasi triste e frustrata notte, si era presa cura di me nel modo migliore che solo noi lettori conosciamo e che oggi più che mai viene dato per scontato, molto spesso non ponderato, la maggior parte delle volte sprecato: con le parole.
Potrei stare ore a scrivere delle persone che questo spazio mi ha donato.
Persone che oggi sono per me fondamentali, che hanno fatto, fanno e faranno la differenza nella mia vita, la cui presenza è per me ormai necessaria al mio benessere.
Ma loro questo già lo sanno.
Quando si parla di Bookstagram lo si fa sempre con dei numeri alla mano.
La community si transforma in un conteggio folle e continuo di followers.
Il successo? Una soglia misurabile che se davvero raggiunto (secondo i loro canoni) ti permette di entrare gratis a degli eventi e, magari, ricevere libri dalle famose big.
E se lo guardi dal punto di vista di mercato, male non fai (ma nemmeno così bene, ma questo è un altro discorso).
Ma se lo guardi REALMENTE, se vai oltre il libro e tutto ciò che ne concerne, trovi il vero senso di questo mondo tanto discusso e che, negli anni, è migrato anche, e per fortuna, su diverse piattaforme.
La Vera e (personale) definizione di Bookstagram
Permettimi quindi di darti la mia personale e vissuta overview del Bookstagram:
Il termine “bookstagram” si riferisce all’insieme di tante, piccole e grandi, communità nate da un’esigenza individuale di condividere la propria passione ed il proprio amore per la lettura con persone, siano loro simili o diverse da te, che possano comprendere davvero quello che per la maggior parte non è solo un puro Hobby.
Alla pratica di creare contenuti a tema letterario su Instagram quali: la condivisione di recensioni, foto artistiche dei libri, suggerimenti di lettura e discussioni, si unisce la possibilità, con il tempo, costanza, tanto amore e dedizione, di creare legami che vanno oltre alle pagine dei libri letti. Questo fenomeno prende il nome di uno dei tropes più Amati e ricercati dai lettori di tutto il mondo, il “found family”.
Una “found family” è un gruppo di persone che, pur non essendo biologicamente imparentate, formano un legame profondo e duraturo basato su un mutuo supporto, amore e accettazione.
Eh si, il Bookstagram ha ANCHE creato un nuovo canale di marketing per l’editoria, influenzando le classifiche di vendita e favorendo la scoperta di nuovi titoli.
Da quando l’ho capito, ho smesso di misurare il mio successo dai numeri (ovvio che ogni follower in più mi fa sorridere). Il mio personale metro è proporzionato al supporto, all’amore e all’accettazione che quotidianamente ricevo dalla mia piccola ed accogliente found family.
A te che lo vivi, ti auguro di ricevere altrettanto e di più amore.
A te che ne sei esterno, ti invito a guardare ogni post, ogni interazione, con occhi diversi.
Non avrei mai pensato di raggiungere questo successo.
E ne sono immensamente grata.

Lascia un commento