Quando più di dieci anni fa entrai (passivamente) nel mondo dei bookbloggers (i miei genitori e quei due amici in croce che avevo erano stanchi di perdere tempo assieme a me nell’indecisione più totale davanti alle centenaia di nuove uscite in libreria) non ricordo ci fosse questa corsa ad ostacoli tra un trope e l’altro e che, la stessa lettura, si basasse sulla presenza, o in alcuni casi assenza, di quest’ ultimi.
Eppure oggi, sono al quanto fondamentali.
I tropes influenzano le nostre letture e guidano gli scrittori di oggi nella redazione e sviluppo delle loro storie. Ed a dirla tutta, è un bene che sia così.
Ho perso il conto dei nuovi amori letterari scovati che, senza l’avvisaglia di quel particolare trope, non avrei mai trovato..per non parlare dei fossi scansati…avrei sprecato davvero troppi soldi e tempo se non fosse stato per quella piccola, ed assolutamente utile, parola chiave.
Ma cos’è un trope?
Il trope o anche il cosiddetto luogo comune in italiano è, in ambito ovviamente letterario e narrativo, un elemento o una situazione ricorrente che gli autori e le autrici sfruttano per sviluppare l’arco narrativo e creare connessioni con il pubblico, dando loro un senso di familiarità ed orientandolo nella lettura stessa.
Il loro fine ultimo, può essere riconducibile a diverse motivazioni
- Come abbiamo detto, creare degli schemi narrativi, delle situazioni o dei temi che, ripetendosi spesso nelle storie, creano un senso di famliaritá nel lettore.
- Aiutano a sviluppare i personaggi ed il loro arco narrativo, sia esso originale o un semplice cliché
- Seppur partendo come luogo comune possono essere utilizzati in modo da creare nuove storie.
I tropes possono essere SERIAMENTE di vari ed innumerevoli tipi. Possono essere legati a schemi narrativi, ai tipi di personaggi, le situazione ricorrenti o ai temi trattati.

Ma quali sono i più comuni?
Ad oggi riconosciamo i tropes:
Di genere: schemi narrativi, temi o situazioni ricorrenti che caratterizzano un genere letterario (come il romance, il fantasy o il giallo), basati su modelli universali. Servono a rendere la storia immediatamente riconoscibile per il pubblico. Offrono al lettore un senso di rassicurazione ed allo stesso tempo allo scrittore un punto di partenza per un’eventuale “innovazione”. Parliamo ad esempio di “young adults”, “the chosen one”, “the prophecy”, “summer romance” e tanti tanti altri.
Situazionali: sono schemi narrativi ricorrenti che si basano su una specifica situazione o un singolo evento all’interno di una storia, in contrasto con i tropes estensivi che coprono l’intera trama. Rientrano nella categoria la “forced proximity”, il “fake dating” ed il “one bed only”.
Relazionali: sono schemi narrativi ricorrenti sopattutto (ma non solo) nelle storie d’amore, usati per creare aspettative e dinamiche tra i personaggi. Servono da ponte lessicale tra autore e lettore per comunicare temi, conflitti e la traiettoria emotiva della trama. Possiamo fare riferimento ad esempio al “enemies to lovers”, “love triangle” o “second chance”.
Tematici: schemi narrativi ricorrenti, temi o situazioni che si trovano comunemente in storie per definire o comunicare la trama. Sono strumenti che gli autori utilizzano per creare strutture familiari e riconoscibili dal pubblico, che vanno dalla struttura di una trama all’archetipo di un personaggio, a situazioni specifiche quali ad esempio “small town”, “found family”, “social gap”o ancora “age gap”.

Ma come possiamo clafficare i tropes?
I due metodi più comunemente utilizati (e nella mia ignoranza credo a questo punto anche gli unici) sono:
Se utilizzato male può diventare un cliché decontestualizzato e inserito senza logica.
Per argomento:
Trope narrativi: ossia i temi e le situazioni ricorrenti.
Trope letterari: un motivo o una situazione ricorrente.
Per grado di efficacia:
Se ben utilizzato può rendere la storia più coinvolgente.

Ma perché i tropes sono oggi cosi importanti?
Come fatto già presente, i tropes sono importanti nei libri perché creano una struttura narrativa familiare ma allo stesso tempo aiutano il lettore a immergersi nella storia, fornendo punti di riferimento comuni e trasmettendo loro un sentimento di comfort.
Allo stesso modo sono importanti per gli autori poichè possono servire come strumenti per stimolare la creatività, permettendo loro di innovare la trama partendo comunque da schemi consolidati.
Non tralasciamo che sono necessari non solo per la trama in sé, lo sono anche per costruire gli stessi personaggi e trasformarli lungo l’arco narrativo.
Se volessimo riassumere il tutto in punto chiave:
- Forniscono una base comune: ponte tra autore e lettore, consentendo a quest’ultimo di connettersi più facilmente alla storia.
- Rassicurano il lettore: elementi narrativi conosciuti al lettore che gli danno un senso di familiarità, rendendo l’esperienza di lettura più piacevole e sicura.
- Strutturano la narrazione: la maggior parte servono a costruire una struttura solida per trame equilibrate e complesse.
- Stimolano l’originalità: i tropes sono un ottimo punto di partenza per innovare e sorprendere il lettore.
- Guidano lo sviluppo della storia: definiscono le motivazioni dei personaggi ed aiutano a costruire l’arco narrativo.
- Giustificano i personaggi: capire quali sono i tropes che muovono un personaggio è importante per organizzare gli eventi intorno a quest’ultimo.
- Attirano un pubblico specifico: è un richiamo per il lettore già affezionato a determinate dinamiche narrative.
- Offrono una (pseudo) soddisfazione: permettono ai lettori di andare sul sicuro con un genere che già apprezzano, pur scoprendo storie nuove e autori diversi.
E poi, diciamocelo, il giusto trope, se usato bene, aumenta la commercialità del libro.

Ma quindi, quali sono al momento i tropes più amati (ed odiati)?
Enemies to Lovers (Da nemici ad amanti): Due personaggi che iniziano con un’antipatia o ostilità reciproca, ma finiscono per innamorarsi, spesso a causa della tensione e chimica che si sviluppa tra loro.
Fake Relationship (Relazione finta): Due persone fingono di essere una coppia per qualche motivo, ma sviluppano sentimenti reali durante il corso della storia.
Found Family (Famiglia ritrovata): Un gruppo di individui che, pur non avendo legami di sangue, si uniscono e diventano una sorta di famiglia.
Forced Proximity (Prossimità forzata): Due personaggi sono costretti a stare vicini e a interagire a causa di circostanze esterne, il che li porta a sviluppare una relazione.
Age Gap (Differenza di età): Storie che presentano una significativa differenza di età tra i due protagonisti.
Second Chance (Seconda possibilità): Una storia in cui i protagonisti che si sono già amati in passato hanno una nuova opportunità di stare insieme.
One Bed Only: Un trope situazionale in cui i protagonisti sono costretti a condividere un letto per un errore o una situazione imprevista, aumentando la tensione e la vicinanza tra loro


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