The final empire (la non recensione)

Nessuna storia vera mi ha mai resa tanto umana e consapevole quanto un buon fantasy in grado di rappresentare la realtà nuda e cruda come pochi libri di storia saprebbero fare.

“The Final empire” mi ha osservato per anni dallo scaffale della mia libreria e, nonostante io sapessi che non mi avrebbe delusa e mi avrebbe probabilmente sconvolta, non trovavo mai il coraggio di iniziarlo. 

Non era mai il momento adatto. 

Era come se in fin dei conti lo sapessi. 

Sapevo che avrebbe assorbito ogni parte di me e che avrei dovuto dedicargli la mia massima attenzione. 

La Jessica di oggi ha potuto cogliere ogni parola come forse la me di due mesi fa non sarebbe riuscita a fare. 

Sarò onesta, fare una recensione degna di una storia di questa portata e di un high fantasy non rientra, criticamente e oggettivamente, nelle mie capacità o conoscenze. 

E infatti, non lo farò. 

Ecco quello che invece vi dirò, 

Questo libro ha letteralmente cambiato il mio asse vitale. È una lettura che incide e che apre gli occhi. 

Per quanto concerne l’aspetto fantasy:

  1. Worldbuilding: tra i più originali che si possano leggere. 
  2. Personaggi: umani, reali, caratterizzati fino al midollo — sia i personaggi principali che quelli secondari. Il percorso di crescita di ognuno di loro è coerente sia con il personaggio stesso che con l’arco narrativo. 
  3. Ritmo e struttura: uno dinamico e l’altra complessa. Non per questo però dispersivi e confusionali. Ci si mette un po’ a capire bene il meccanismo ma è giusto e normale che sia cosi. 

Per gli amanti del fantasy ritengo possa essere definito un must. 

Forse non lo consiglierei a chi invece si approccia al genere per la prima volta. 

Continuerò presto questo viaggio. 


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